Non saprei farlo in termini tecnici, ma so cosa è stata per me.

Mi sono avvicinata quando ho capito che nessuna delle persone che stava al mio fianco, parenti ed amici, mi riusciva più ad aiutare. Io chiedevo, loro davano e a me non bastava mai. Mi sentivo comunque sola, triste e pensare al futuro (avevo solo 21 anni) mi metteva tristezza e angoscia. Ho capito che doveva essere qualcosa in me che non andava, solo io potevo agire. E, così, senza sapere cosa dire, se non mostrare la mia disarmante e spaventosa solitudine e il mio disorientamento, andai all’appuntamento con la terapeuta.

Fu il MIO primo passo verso la vita; così mi aprii al meraviglioso ed entusiasmante viaggio della vita che non può deludere. Ricordo perfettamente quel giorno e la sensazione che provai: non sapevo cosa sarebbe successo, ma sentivo che era la direzione giusta. E uscita da li, mi sedetti su una panchina in un giardino e, mentre guardavo la distesa campagna toscana, sentii di stare in pace e di essere parte di quel mondo che mi sembrava mi stesse rifiutando.

Lei non mi promise che sarei stata bene, mi garantì la sua professionalità, serietà e presenza che ho capito sin da subito sarebbero state condite dalla sua dolcezza, sensibilità e leggerezza. E così è stato, e in un percorso del genere il benessere arriva per forza.

Lo senti che è una conquista, un apprendimento. Io ho imparato a prendermi cura di me, ad ascoltare le mie emozioni, quelle più profonde che ti dicono di cosa hai bisogno veramente….e ora imparerò a gestirle. Non è qualcosa che hai o non hai, si può imparare. Però non avrei potuto farlo da sola, i miei pensieri, le mie paure mi divoravano e non vedevo niente di quello che mi circondava. Ogni cosa era una trappola, un impegno, una fatica, una prova; ora, invece, sono occasioni di conoscenza, di apprendimento, di divertimento, di sfida, di emozioni.

Ecco, la psicoterapia mi ha dato gli strumenti per ribaltare in questo modo il mio approccio alla vita. Mi sento di avere la mia dimensione, le mie caratteristiche, il mio posto, la mia bellezza i miei difetti. Dare gli strumenti non significa che qualcuno ti dice cosa e come fare, significa creare una persona autonoma che può stare nelle situazioni della vita senza esserne divorato.

Adesso sento che sto viaggiando, e ovviamente ci sono momenti di tristezza, di smarrimento ma so che sono passaggi per nuovi percorsi, delle spinte; e lo so perché ho conosciuto, ho vissuto in prima persona le situazioni patologiche e riconosco la differenza. Queste sono distruttive, le altre sono trampolini di lancio.

Il mio percorso è iniziato tanti anni fa, ha visto dei momenti di pausa in cui io e lei ci siamo salutate, e dei ritorni in cui abbiamo ripreso a lavorare.

Sono immensamente grata a lei e al lavoro che svolge con tanta dedizione, serietà ed umanità; averla incontrata sul mio cammino è stato un dono di quella vita che proprio non riuscivo ad apprezzare e che ora, anche se a volte mi spaventa ancora, mi entusiasma e mi appartiene.

Grazie davvero, e spero che queste parole possano far riflettere qualcuno che come me si è sentito smarrito, solo e inerme: una strada è sicuramente la psicoterapia.

C’è così tanto da esplorare, e allora buon viaggio a tutti!

L. V., donna

 

 

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